Un’altra intensa esperienza per Giampaolo Corona tra le cime nepalesi. In collaborazione con Gabel da molti anni, Giampaolo Corona è partito il 1° aprile per il Nepal per una spedizione rapida su uno dei 6mila presenti nel territorio.

Chi è Giampaolo Corona

Giampaolo nasce a Transacqua in provincia di Trento nel 1973, poco lontano da Fiera di Primiero. Ha vissuto nella sua zona natale fino al 1995, anno in cui si è trasferito a Courmayeur dove ha vissuto fino al 2000 e dove ha iniziato la sua passione per l’alta quota, prima tra le vette europee per poi spostarsi più ad oriente. Dal 2001 prendono il via quindi le sue spedizioni, che lo porteranno a scalare anche 9 dei 14 8mila, senza ossigeno supplementare e senza il supporto di portatori d’alta quota. L’alpinismo solitario è un aspetto che lo caratterizza, così come il viaggio e le spedizioni che fa.

Giampaolo Corona con Gabel
(foto d’archivio) Giampaolo Corona – Gasherbrums 2017

Viaggiare da soli

“Viaggiare da soli è un’avventura, ma non si è mai realmente da soli” ci racconta. Prima della partenza i preparativi sono sempre molti, così come gli allenamenti serrati, indispensabili per arrivare pronti ad affrontare le salite impegnative che lo attendono. “Io preferisco partire da solo, so che poi lungo la mia strada incontro sempre qualcuno con cui scambiare due parole o trascorrere del tempo”. Certo, quest’anno sarà un’impresa un po’ differente, vista la situazione mondiale. 

“Dovevo partire all’inizio dello scorso anno, sempre verso il Nepal. Purtroppo poi il mondo è entrato in lockdown causa COVID, e anche la mia spedizione è stata ovviamente posticipata. Certo, non siamo ancora fuori da questa situazione, sarà infatti un viaggio diverso, con meno persone in giro”.

Niente turisti, pochi viaggiatori, pochissimi alpinisti. Sarà un viaggio diverso, ancora più interessante, ancora più a contatto con sé stessi e con la natura.

Giampaolo Corona – Gasherbrums 2017

Obiettivi

Conto di fare una spedizione-lampo, una salita-lampo, su e giù e via” continua Giampaolo, parlando delle sue ascensioni come se dovesse fare un salto al supermercato per prendere le uova che aveva dimenticato alla spesa prima. L’obiettivo è salire l’Ama Dablam, una cima di 6812 metri situata nella valle del Khumbu Himal nel Parco nazionale di Sagarmatha, la regione dell’Everest. Ma prima, per acclimatarsi e scaldare i “motori” per la salita, salirà il Lobuche, che con i suoi 6145 metri lo aiuterà nell’allenamento.

Vista sull’Ama Dablam, 6812 m, obiettivo della spedizione di Giampaolo

Attrezzatura

I preparativi sono intensi, ma l’esperienza è tanta e Giampaolo ormai sa bene con cosa viaggiare e di cosa ha bisogno in spedizioni come questa. Con lui in questa impresa, fatta anche per testare alcuni prodotti di suoi sponsor sportivi, anche il nostro CARBON FORCE S.L.K. . “Per questo tipo di spedizioni, è indispensabile avere attrezzatura leggera e resistente” ci spiega Giampaolo “e questo bastoncino è proprio quello che fa al caso mio”. Leggero e compatto, il Carbon Force SLK è arricchito nella parte finale da uno strato in kevlar, che lo rende resistente ai tagli e forti impatti, situazioni frequenti durante queste spedizioni. 

Con lui, pannelli solari, diverse macchine fotografiche e video, power bank e un satellitare per restare in contatto col mondo quando possibile. Fino a Katmandu è possibile trovare qualche genere di wi-fi, poi si comunica tutto tramite satellitare.

Ritorno

Giampaolo ha conseguito il brevetto da guida alpina lavorando tra le vette valdostane, e dal 2008 presta anche servizio come tecnico di elisoccorso presso la base di Trento. Un alpinista esperto, con tante avventure alle spalle e ancora di più davanti a sé. Il ritorno è previsto per il 3 maggio, e già non vediamo l’ora di sentire i suoi racconti. Siamo in contatto con lui e ci ha promesso video e foto delle sue imprese. Nell’attesa gli auguriamo un buon viaggio!